Un server che smette di funzionare di domenica notte, un ransomware che cifra i file del NAS alle 6 di mattina, un errore umano che cancella tre anni di documenti contabili. Questi scenari hanno in comune una cosa: se non esiste un sistema di ripristino operativo, il danno si misura in ore di blocco produttivo, non in minuti.
Cos’è il Disaster Recovery as a Service
Il Disaster Recovery as a Service (DRaaS) è un approccio alla protezione dei dati aziendali in cui backup, monitoraggio e ripristino vengono gestiti come un servizio in abbonamento, senza che l’azienda costruisca e mantenga un’infrastruttura di recovery interna. Il provider gestisce i datacenter, la replica dei dati e le procedure di ripristino, mentre l’azienda paga un canone periodico commisurato al volume di dati e al livello di protezione richiesto.
Per una PMI, questo cambia il rapporto con il disaster recovery: invece di un progetto infrastrutturale complesso da pianificare internamente, diventa un servizio attivabile in tempi brevi, senza investimenti iniziali significativi.
Come funziona Sefthy
Sefthy è una piattaforma italiana di Backup & Disaster Recovery progettata per essere operativa in pochi minuti senza richiedere competenze IT avanzate. Il componente centrale è un dispositivo fisico chiamato Connector, che si installa nella rete aziendale e stabilisce una connessione cifrata con i datacenter cloud di Sefthy, certificati e ridondanti, con uptime garantito.
Backup automatici e verifica continua
Una volta configurato, Sefthy esegue backup automatici e incrementali dei server e delle macchine aziendali a intervalli definiti. L’elemento distintivo è la verifica continua dell’integrità: il sistema controlla che ogni salvataggio sia effettivamente ripristinabile, non si limita a confermare che il file sia stato copiato.
Ripristino in tre scenari
Il valore pratico emerge nei tre scenari di emergenza più comuni per le PMI. Server rotto o guasto hardware: ripristino locale direttamente dall’appliance Connector. Attacco ransomware: riavvio dei sistemi dal cloud su una versione precedente all’infezione. Ufficio inaccessibile: attivazione dell’Emergency VPN per l’accesso remoto ai dati. In tutti e tre i casi il downtime si riduce da ore a minuti.
Canone e scalabilità
Sefthy lavora a canone mensile, con costi proporzionali al volume di dati protetti. Si può partire proteggendo un singolo server e ampliare la copertura senza cambiare soluzione, man mano che l’infrastruttura cresce.
Quando valutare il passaggio a una soluzione DRaaS
Non ogni azienda ha le stesse esigenze di recovery. Alcuni contesti in cui il DRaaS giustifica il costo: PMI che dipendono da un solo server o NAS senza replica secondaria; aziende che hanno già subito un ransomware o una perdita di dati e vogliono una protezione strutturata; contesti in cui il downtime si traduce direttamente in mancato fatturato, come e-commerce, logistica o produzione continua; organizzazioni con obblighi normativi di continuità operativa come NIS2 o GDPR.
Chi ha già un’infrastruttura con replica sincronizzata su datacenter secondario e procedure di failover documentate e testate probabilmente non ha bisogno di un DRaaS esterno.
La differenza tra backup e disaster recovery
Un backup copia i dati. Un sistema di disaster recovery garantisce che quei dati possano essere ripristinati in tempi utili, su infrastruttura funzionante, con procedure testate. La distinzione è rilevante perché molte PMI hanno un backup attivo ma non hanno mai verificato quanto tempo richiederebbe un ripristino completo in caso di emergenza reale. Avere i backup non equivale a essere pronti a ripristinare.
Sefthy risolve la parte più difficile del disaster recovery per le PMI: rendere il ripristino effettivamente rapido e gestibile senza un team IT interno. Il canone mensile e il modello plug & play abbassano la barriera di accesso a una protezione che fino a pochi anni fa richiedeva investimenti infrastrutturali significativi.
Scarica la presentazione PDF — approfondimento visivo su come funziona Sefthy e i tre scenari di recovery coperti.
Hai già un backup attivo ma non hai mai testato un ripristino completo? Scrivici: è il primo passo per capire se sei davvero protetto.
