UpdraftPlus, chiavi UpdraftCentral rubate: cosa controllare sul sito WordPress

UpdraftPlus e UpdraftCentral: chiavi rubate e siti WordPress a rischio. Copertina dell'articolo Insight

UpdraftPlus è uno dei plugin più usati per fare il backup dei siti WordPress. Tra il 17 e il 18 ottobre 2026 qualcuno è entrato nel sito di TeamUpdraft, l’azienda che lo sviluppa, e ha portato via i dati dei clienti, comprese le chiavi che collegano i siti ai servizi in cloud dell’azienda. Secondo Patchstack, citata da BleepingComputer, dal pomeriggio del 18 ottobre quelle chiavi vengono usate per entrare nei siti WordPress, creare amministratori e installare plugin nascosti.

Lo strumento che doveva proteggere il sito è diventato la porta d’ingresso. Se il vostro sito usa UpdraftPlus, conviene capire subito se rientra tra quelli coinvolti e fare qualche controllo.

Cosa è stato rubato

Nell’avviso ufficiale del 19 ottobre TeamUpdraft elenca i dati a cui l’attaccante ha avuto accesso:

  • nomi, indirizzi email, indirizzi di fatturazione e storico degli ordini
  • password degli account, salvate solo in forma cifrata (hash)
  • impostazioni dell’autenticazione a due fattori
  • chiavi di connessione di UpdraftCentral, UpdraftVault e UpdraftClone

I dati delle carte di pagamento sono esclusi, perché li gestiscono Stripe e PayPal. Restano fuori anche i file del plugin, la versione di UpdraftCentral installata sui propri server e i backup salvati sugli spazi del cliente (Google Drive, Dropbox, Amazon S3 e simili).

Come vengono usate le chiavi rubate

UpdraftCentral serve a gestire molti siti WordPress da un unico pannello: aggiornamenti, backup, utenti. Chi ha la chiave di un sito può mandargli comandi come se fosse il legittimo gestore. È quello che sta succedendo: l’attaccante usa il canale di gestione remota con chiavi valide, crea account con pieni poteri di amministratore e installa plugin malevoli.

Patchstack ha contato almeno 99 plugin con nomi diversi, travestiti da strumenti di manutenzione e ottimizzazione, come “Site Health Cache”. Nelle prime versioni contenevano un errore di codice, poi corretto. La stessa TeamUpdraft scrive che la velocità degli attacchi, insieme a quei primi plugin difettosi, fa pensare che gli attaccanti abbiano usato l’intelligenza artificiale per accelerare il lavoro.

Chi è coinvolto

  • Siti collegati a UpdraftCentral in cloud: sono il caso principale, e vanno controllati uno per uno.
  • Utenti di UpdraftPlus Premium: TeamUpdraft raccomanda di verificare i siti anche a chi non ha mai usato UpdraftCentral.
  • Utenti di UpdraftVault e UpdraftClone: le connessioni sono state staccate e le chiavi sostituite, quindi va rifatto il collegamento con le nuove credenziali.
  • Versione gratuita senza account su teamupdraft.com: nessuna azione richiesta, a parte tenere il plugin aggiornato.

Secondo BleepingComputer circa il 10% dei siti con UpdraftPlus ha una chiave UpdraftCentral o Migrator, e i siti potenzialmente esposti sarebbero intorno ai 400.000. TeamUpdraft non ha comunicato numeri.

Cosa fare, sito per sito

Le versioni 1.26.13 (gratuita) e 2.26.13 (Premium) di UpdraftPlus scollegano in automatico tutte le connessioni a UpdraftCentral create prima del 18 ottobre, così le vecchie chiavi smettono di funzionare. Secondo l’analisi di Nethemba, citata da BleepingComputer, il primo aggiornamento rilasciato (1.26.12 e 2.26.12) non riusciva a rimuoverle per un errore. Aggiornare chiude la porta, ma quello che l’attaccante ha già lasciato nel sito resta lì. Per questo TeamUpdraft indica questi passaggi:

  1. Entrare nel pannello WordPress del sito direttamente, non passando da UpdraftCentral.
  2. Aggiornare UpdraftPlus alla versione 1.26.13 (gratuita) o 2.26.13 (Premium), o successive.
  3. Cancellare la chiave di connessione in Impostazioni > UpdraftPlus > Advanced Tools > UpdraftCentral.
  4. Aprire Utenti e cercare amministratori che non riconoscete, poi eliminarli.
  5. Aprire Plugin, compresa la scheda dei plugin obbligatori (Must-Use) se è visibile, e rimuovere tutto quello che non riconoscete.
  6. Cambiare la password di tutti gli amministratori del sito.
  7. Se trovate qualcosa di sospetto, valutare il ripristino da un backup precedente al 17 ottobre.
  8. Solo alla fine, ricollegare il sito a UpdraftCentral.

Chi ha un account su teamupdraft.com deve anche cambiarne la password, digitando l’indirizzo del sito a mano invece di seguire un link, e reimpostare l’autenticazione a due fattori. Se la stessa password è usata altrove, va cambiata anche lì. TeamUpdraft invita anche a diffidare delle email che dicono di arrivare da loro.

I segnali da cercare

Negli aggiornamenti del 22 ottobre TeamUpdraft indica tre indizi concreti:

  • utenti inattesi, in particolare una serie di account con ruolo editor che nessuno ha creato
  • plugin che non riconoscete, anche con nomi credibili da manutenzione o cache
  • indirizzi IP sconosciuti nei log di accesso

Un sito compromesso spesso continua a funzionare come prima, senza segni visibili. Per questo il controllo va fatto anche se il sito sembra a posto.

Cosa insegna questo caso a chi ha un sito aziendale

Un sito WordPress aziendale accumula nel tempo collegamenti esterni: il plugin di backup, il pannello dell’agenzia che lo gestisce, il servizio di sicurezza, lo strumento per gli aggiornamenti. Ognuno ha una chiave che apre il sito, e se viene violato il fornitore, quella chiave passa di mano. È lo stesso meccanismo che abbiamo descritto parlando di sicurezza dei fornitori IT: il punto debole sta spesso fuori dall’azienda.

Tre abitudini riducono il rischio:

  • sapere quali servizi esterni hanno accesso al sito, e scollegare quelli che non si usano più
  • pochi amministratori, ciascuno con il proprio account e l’autenticazione a due fattori
  • backup conservati fuori dal sito e provati con un ripristino vero, come spiegato in backup e disaster recovery: le domande da farsi

Il caso UpdraftCentral mostra quanto possa contare un backup pulito e datato: è l’unico modo per tornare con certezza a com’era il sito prima del 17 ottobre.

Il team di BitAgorà controlla con voi il sito WordPress: amministratori, plugin, chiavi di collegamento a servizi esterni e versione di UpdraftPlus. Contattaci per fissarlo.